Ghiacci

Immersione nei ghiacci ad Uropa ,Piemonte. E' Marzo, mese con ancora molta neve ma con già temperature “vivibili”. Abbiamo scelto uno dei pochi diving specializzati per questa avventura ad alta quota, il quale si sposta a seconda delle condizioni e quest’anno siamo in Piemonte. I paesaggi sono ovviamente fiabeschi, la luce , la neve, le cime, le nuvole, tutto è affascinante, perfino il nostro rifugio, sommerso nella coltre bianca trasmette aria salubre. Con le seghe atomiche, sono stati creati due fori nel lago ghiacciato, questo per dare più luce nel momento dell’immersione. Si fa sera e la cena non è un gran che, comunque una passeggiata sotto al firmamento ci allieta l’attesa per l’indomani. Un sole sgargiante si rispecchia nel manto bianco che tutto avvolge ed anche se non scalda i corpi, senz’altro l’umore ne giova, così al mattino, in attesa di riaprire i fori ,righiacciati durante la fredda notte . Ai bordi del buco più grande, sopra ad un telo, direttamente sulla neve, indossiamo le nostre mute stagne e prepariamo l’attrezzatura. L’immersione, con filo d’Arianna che parte dalla superficie dura 15 minuti, più che sufficienti per perlustrare la calotta di ghiaccio da sotto la superficie da un buco all’altro. Il fondale è di 8-9 metri e non presenta nulla di significativo, mentre le bolle d’aria che “sbattono” nello strato ghiacciato, formano, illuminate, giochi particolare di forme e ombre. Affascinante è il cono di luce turchina che penetra dal buco opposto e intriganti le , seppur poche, le irregolarità del ghiaccio illuminato. A conti fatti la spesa elevata, la mediocre cucina ed una scarsa professionalità del diving si possono controbilanciare con il panorama magnifico che ci ha accompagnato per i due giorni e ad una esperienza che, se non altro, ha lasciato trapelare la possibilità che le immersioni sotto i ghiacci, quelle vere, possano essere veramente eccezionali, se fatti nei luoghi giusti con la giusta preparazione, e l’opportuna logistica