Capo d’Acqua

È sfogliando alcune riviste che ci è venuta voglia di perlustrare questo laghetto vicino a l’Aquila, le foto sui suoi ruderi medioevali sommersi invogliavano ad un approfondimento. Così si decise di andare in primavera. Preso contatto con Dante, un fornaio del luogo che funge, oltre che da custode anche da organizzatore per il diving, si è deciso per un paio d’ immersioni al sabato pomeriggio, quindi non rimaneva che trovare un pernottamento. Siamo andati in 8 e tutti eravamo incuriositi del fatto che avremmo dormito in un Convento.... Anche questo contribuì a rendere questa “gita” un poco “alternativa”. Arrivati dopo uno squisito pranzo a base di gamberi di fiume in uno dei tanti ,poco costosi, ristoranti della zona, arrivammo nei pressi del laghetto immerso in una natura ancora non “stressata” dal l’uomo. Ad aspettarci vi troviamo un ragazzo, che si presenta come nostra guida. Oltre a non vedere Dante, ci stupisce il fatto che quel giovinotto aveva una umida 5mm, mentre noi, per affrontare i 7 gradi dell’acqua avevamo tutti, NATURALMENTE, la stagna. Stendiamo alcuni teli improvvisati, direttamente sul terriccio ai margini del lago, subito fuori da un pseudo cancello che fungeva da ingresso. L’acqua è trasparentissima, a patto che si pinneggi a 3 mt dal fondo, ricco di impalpabile sedimento. Non poteva mancare il Cristo degli Abissi(appena posato), e comunque lo scenario è veramente intrigante, praticamente nulla la fauna, ma affascinante il fondale con alberi dimenticati dal tempo così come i mulini medioevali, primedonne di una atmosfera incantata. Poi una sorgente sotterranea di acqua pura sgorgando dal fondale ci permette di bere in immersione, tanto per provare una cosa abbastanza insolita. Con soli 8 metri di profondità non si può che parlare di Consumi elevati, quindi ci permettiamo di scorrazzare un poco ovunque. Apprezzabili anche i canneti che costeggiano il lato est dove prendere spunto per bei scatti anche in bianco-nero. Non solo per rispetto alla guida, decidiamo che la temperatura segna il termine della nostra prima immersione. Per disguiti tecnici non siamo riusciti a far la seconda immersione ma. I fantastici paesaggi del Gran Sasso e la consapevolezza di aver comunque speso bene il nostro tempo in una esperienza meritevole ci accompagnano nel rientro e il buon umore torna ad essere un compagno aggiunto.